Hai usato ChatGPT per trovare un’idea, creare una scaletta o revisionare un paragrafo della tesi e ora ti stai chiedendo: posso farlo davvero?
La risposta dipende dalle regole della tua università e del tuo corso di laurea. L’intelligenza artificiale può essere utilizzata come supporto in diverse fasi del lavoro, ma non dovrebbe sostituire ricerca, fonti, analisi e rielaborazione personale.
Inoltre, sempre più studenti si chiedono cosa succeda al momento della consegna: l’università può controllare se una tesi è stata scritta con l’AI?
Come funzionano antiplagio e AI detector?
In questa guida vediamo come utilizzare ChatGPT e altri strumenti AI durante la tesi, quali errori evitare e come arrivare alla consegna con un elaborato verificato, coerente con le fonti e realmente tuo.
Si può usare ChatGPT per scrivere la tesi?
Dipende dalle regole del tuo ateneo, del corso di laurea e dalle indicazioni del relatore.
Non esiste un’unica regola valida per tutte le università. Alcuni atenei consentono determinati utilizzi dell’intelligenza artificiale purché siano dichiarati e verificati, mentre singoli corsi o docenti possono stabilire limiti più restrittivi.
Ad esempio, l’Università di Bologna pubblica indicazioni specifiche per dichiarare l’impiego di strumenti di GenAI nelle tesi, mentre le linee guida dell’Università Statale di Milano prevedono che l’uso dell’AI negli elaborati finali sia dichiarato e accompagnato da una revisione effettiva dei contenuti.
Per questo, prima di utilizzare ChatGPT nella tesi, verifica sempre cosa prevede il tuo corso.
Prima di usare l’AI nella tesi, controlla le regole della tua università
Prima di iniziare, cerca eventuali indicazioni sull’intelligenza artificiale nei documenti ufficiali del tuo ateneo.
Controlla:
- •il regolamento della prova finale;
- •le linee guida per la redazione della tesi;
- •eventuali policy sull’intelligenza artificiale;
- •le indicazioni del dipartimento;
- •le richieste specifiche del relatore.
Se non trovi informazioni chiare, chiedi direttamente al relatore quali utilizzi dell’AI sono ammessi.
Questa verifica è importante perché le regole possono essere differenti anche all’interno della stessa università.
Come usare l’AI nella tesi: 5 casi pratici
Se il tuo corso lo consente, ChatGPT e altri strumenti di intelligenza artificiale possono supportarti in alcune fasi del lavoro senza sostituire la tua ricerca.
1. Brainstorming e definizione dell’argomento
Nelle prime fasi puoi utilizzare l’AI per esplorare possibili direzioni di ricerca o formulare domande da approfondire.
Ad esempio:
“Suggeriscimi 5 possibili domande di ricerca su [argomento]. Per ciascuna spiegami quale aspetto potrei approfondire.”
Il risultato deve servire come punto di partenza: sarai poi tu, insieme al relatore, a valutare quali direzioni siano realmente pertinenti.
2. Creazione di una prima scaletta o indice
Se hai già raccolto materiale ma non sai come organizzarlo, puoi chiedere all’AI di proporti possibili strutture.
Ad esempio:
“Proponimi tre possibili strutture per una tesi su [argomento], suddivise in capitoli e paragrafi. Non inventare fonti.”
Usa la risposta come bozza, non come indice definitivo.
La struttura finale deve riflettere il percorso reale della tua ricerca.
3. Comprensione di concetti complessi
Puoi utilizzare ChatGPT per chiedere una spiegazione più semplice di una teoria, chiarire un termine o confrontare due concetti.
Se però quell’informazione deve entrare nella tesi, torna sempre alla fonte originale.
Un chatbot può aiutarti a capire meglio un argomento, ma non sostituisce il libro, l’articolo scientifico o il documento da cui quell’informazione deriva.
4. Revisione stilistica e correzione del testo
Puoi utilizzare l’AI per revisionare un testo già scritto da te.
Per esempio puoi chiedere di:
- •individuare ripetizioni;
- •correggere errori grammaticali;
- •rendere più chiara una frase;
- •evidenziare periodi troppo lunghi;
- •suggerire formulazioni più adatte a un registro accademico.
Un prompt utile può essere:
“Revisiona questo paragrafo senza modificare i contenuti. Segnalami soltanto errori grammaticali, ripetizioni e passaggi poco chiari.”
In questo modo mantieni il controllo sul testo e puoi decidere quali suggerimenti accettare.
5. Organizzazione di appunti e materiali
Durante la ricerca è facile accumulare articoli, note e concetti sparsi.
Se puoi condividere quei materiali nel rispetto delle regole del tuo progetto, l’AI può aiutarti a:
- •raggruppare appunti per tema;
- •confrontare concetti;
- •creare schemi;
- •identificare argomenti ricorrenti;
- •trasformare note disordinate in una struttura più leggibile.
Anche in questo caso, il risultato va sempre controllato rispetto ai materiali originali.
Come non usare l’AI nella tesi: gli errori da evitare
L’intelligenza artificiale può essere utile, ma utilizzarla senza controllo può creare problemi soprattutto su fonti, originalità e affidabilità del contenuto.
1. Non delegare all’AI interi capitoli
Evita di chiedere a ChatGPT di generare interi capitoli da presentare direttamente come lavoro personale.
Una tesi deve riflettere il percorso di ricerca che hai realmente svolto e il ragionamento che sei in grado di spiegare e discutere.
2. Non fare copia e incolla senza verificare
Un testo può sembrare corretto e convincente pur contenendo errori.
L’AI può generare:
- •informazioni inaccurate;
- •dati errati;
- •semplificazioni eccessive;
- •riferimenti non verificabili;
- •affermazioni fuori contesto.
Prima di inserire un contenuto nella tesi, chiediti sempre: da quale fonte proviene questa informazione?
3. Non usare ChatGPT al posto delle fonti accademiche
ChatGPT può aiutarti a orientarti, ma non sostituisce la ricerca bibliografica.
Se l’AI cita una teoria, un dato, un autore o una ricerca, verifica sempre l’informazione attraverso la fonte originale.
Per la ricerca utilizza strumenti e banche dati adatti alla tua disciplina, come cataloghi universitari, Google Scholar, PubMed, Scopus o Web of Science quando pertinenti.
👉 Nel blog TesiLab trovi anche la nostra guida dedicata alla bibliografia della tesi.
4. Controlla sempre bibliografia e citazioni
Uno degli errori più rischiosi è utilizzare riferimenti bibliografici generati automaticamente senza verificarli.
L’AI può produrre titoli, DOI, autori o pubblicazioni inesistenti o inesatti.
Prima di inserirli in bibliografia:
- cerca realmente la pubblicazione;
- verifica autore, titolo, anno ed editore;
- controlla che supporti davvero ciò che stai sostenendo;
- riportala secondo lo stile bibliografico richiesto dal tuo corso.
5. Attenzione ai dati personali e ai materiali riservati
Prima di caricare interviste, dataset, documenti aziendali, materiali non pubblici o informazioni personali in qualsiasi servizio AI, verifica di avere il diritto di farlo.
Controlla inoltre le impostazioni e le condizioni del servizio che utilizzi.
Per ChatGPT, ad esempio, gli utenti possono gestire dai Controlli dei dati se le nuove conversazioni possano essere utilizzate per migliorare i modelli. Questo non sostituisce però le regole sulla privacy, sulla ricerca o sulla riservatezza applicabili al materiale che stai trattando.
Antiplagio e AI detector: come vengono controllate le tesi?
Una delle domande più frequenti riguarda i controlli effettuati prima o dopo la consegna della tesi.
È importante distinguere tra software antiplagio e strumenti di AI detection, perché non misurano la stessa cosa.
Come funzionano i software antiplagio?
Un software antiplagio confronta il testo con altre fonti presenti nei propri database, per esempio:
- •pagine web;
- •pubblicazioni;
- •articoli;
- •documenti;
- •elaborati già archiviati.
Il risultato viene generalmente espresso attraverso un indice di similarità.
Una somiglianza non equivale automaticamente a plagio: una citazione correttamente attribuita, una bibliografia o una formulazione tecnica possono produrre corrispondenze.
Quello che conta è come sono state utilizzate e citate le fonti.
Come funzionano gli AI detector?
Gli strumenti di AI detection cercano invece di stimare se alcune parti di un testo presentino caratteristiche compatibili con contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
Il risultato è quindi una valutazione probabilistica, non una prova certa.
Turnitin, per esempio, specifica esplicitamente che il proprio sistema può classificare erroneamente sia testi umani sia testi generati dall’AI e che il risultato non dovrebbe essere utilizzato come unica base per adottare provvedimenti nei confronti di uno studente. Inoltre, il punteggio AI è separato dal normale indice di similarità.
Le funzionalità disponibili possono inoltre variare in base allo strumento utilizzato e alla lingua del documento.
Un AI detector può sapere con certezza se hai usato ChatGPT?
No.
Un AI detector può indicare che alcune parti del testo presentano caratteristiche statisticamente compatibili con una generazione automatica, ma non può ricostruire con certezza il processo con cui hai scritto la tesi.
Possono verificarsi anche falsi positivi, cioè testi scritti da una persona che vengono comunque segnalati.
Per questo non ha molto senso costruire il proprio metodo di scrittura intorno all’obiettivo di ottenere uno specifico punteggio.
Il punto centrale resta un altro: devi poter ricostruire le fonti, spiegare ciò che hai scritto e rispettare le regole del tuo corso di laurea.
Come scrivere una tesi solida anche in caso di controlli
Se temi antiplagio e AI detector, la strategia più utile non è provare a “ingannarli”.
È costruire una tesi il cui processo di ricerca sia chiaro e verificabile.
1. Parti dalle fonti originali
Costruisci i contenuti a partire da libri, articoli scientifici, report, dataset e materiali affidabili.
Se ChatGPT ti suggerisce una pista interessante, usala per approfondire: non trasformarla direttamente in una fonte.
2. Conserva appunti e versioni del lavoro
Mantieni ordinati:
- •articoli consultati;
- •appunti;
- •note bibliografiche;
- •bozze;
- •revisioni;
- •versioni dei capitoli.
È un buon metodo di lavoro e ti permette di ricostruire facilmente il percorso seguito durante la ricerca.
3. Scrivi a partire da ciò che hai realmente capito
Prima di inserire un concetto chiediti:
“Saprei spiegarlo con parole mie senza leggere la tesi?”
Se la risposta è no, probabilmente devi tornare alla fonte e approfondirlo.
4. Verifica ogni dato
Controlla sempre:
- •numeri;
- •date;
- •nomi;
- •studi;
- •citazioni;
- •definizioni;
- •riferimenti bibliografici.
Una frase scritta bene non è necessariamente una frase corretta.
5. Non riscrivere il testo soltanto per “passare” un AI detector
Modificare sinonimi, alterare artificialmente lo stile o utilizzare strumenti pensati per rendere un testo AI meno riconoscibile non risolve il problema principale.
La revisione dovrebbe servire a rendere il contenuto realmente coerente con:
- •le tue fonti;
- •il tuo metodo;
- •il tuo ragionamento;
- •il resto della tesi.
6. Mantieni una voce coerente
Una tesi scritta progressivamente tende ad avere una terminologia e un modo di argomentare coerenti.
Quando revisioni con l’AI, controlla che il testo continui a rispecchiare il tuo modo di esporre i concetti e le convenzioni della tua disciplina.
7. Assicurati di poter discutere ciò che hai scritto
Prima di considerare concluso un capitolo, fatti una domanda molto semplice:
saprei spiegare e difendere questo passaggio davanti al relatore o alla commissione?
Se non sai ricostruire il ragionamento, torna alle fonti prima di procedere.
Conviene controllare la tesi con un AI detector prima di consegnarla?
Puoi utilizzare un AI detector per curiosità o come controllo aggiuntivo, ma non considerare il risultato una certificazione dell’origine del testo.
Un punteggio basso non dimostra che una tesi sia stata scritta senza AI, così come un punteggio alto non dimostra automaticamente il contrario. Anche i produttori di questi strumenti riconoscono la possibilità di classificazioni errate.
Se decidi di provarne uno:
- •non modificare automaticamente il testo solo per abbassare il punteggio;
- •verifica prima di tutto fonti e contenuti;
- •controlla le condizioni di privacy prima di caricare l’intera tesi su servizi esterni;
- •preferisci eventuali strumenti indicati direttamente dalla tua università.
L’obiettivo non è ottenere un determinato risultato dal detector, ma consegnare un elaborato di cui puoi assumerti pienamente la responsabilità.
Usare ChatGPT nella tesi è plagio?
Non automaticamente.
L’utilizzo di uno strumento AI e il plagio non sono la stessa cosa.
I problemi possono nascere quando:
- •presenti come tuo un lavoro che non hai realmente svolto;
- •utilizzi contenuti o fonti senza attribuzione;
- •inserisci informazioni non verificate;
- •utilizzi l’AI in modo contrario alle regole del tuo corso;
- •non dichiari l’uso dello strumento quando è richiesto.
Le conseguenze dipendono dalle regole dell’ateneo e dal tipo di utilizzo.
Per questo è importante verificare sempre le indicazioni specifiche prima della consegna.
Devi dichiarare l’uso di ChatGPT nella tesi?
Dipende dalle regole della tua università.
Alcuni atenei chiedono esplicitamente di dichiarare l’impiego di strumenti di intelligenza artificiale.
L’Università di Bologna, per esempio, suggerisce per le tesi una dichiarazione che indichi lo strumento utilizzato, le modalità d’impiego e le parti del lavoro interessate.
Se richiesto, potrebbe essere necessario specificare:
- •quale strumento hai utilizzato;
- •per quale attività;
- •in quali parti della tesi;
- •eventualmente la versione o il periodo di utilizzo.
Non inventare però una formula standard: segui sempre le istruzioni del tuo ateneo o del relatore.
Posso caricare la mia tesi su ChatGPT per correggerla?
Dipende dal contenuto del documento.
Prima di caricare l’intera tesi, verifica che non contenga materiali che non puoi condividere, come:
- •dati personali non anonimizzati;
- •interviste riservate;
- •documenti aziendali confidenziali;
- •risultati di ricerca non pubblici;
- •altri materiali soggetti a vincoli specifici.
Se vuoi utilizzare ChatGPT per una revisione, può essere più prudente lavorare sui singoli paragrafi realmente necessari e controllare prima le impostazioni relative all’utilizzo dei dati.
Checklist: cosa controllare prima di consegnare la tesi
Prima del PDF definitivo, verifica:
☐ tutte le informazioni importanti hanno una fonte verificabile;
☐ citazioni e parafrasi sono attribuite correttamente;
☐ dati, nomi, date e riferimenti bibliografici sono stati controllati;
☐ non hai inserito fonti suggerite dall’AI senza verificarle;
☐ sai spiegare personalmente ciò che hai scritto;
☐ l’eventuale utilizzo dell’AI rispetta le regole del tuo corso;
☐ hai dichiarato l’uso degli strumenti AI se richiesto;
☐ bibliografia, indice e numerazione sono aggiornati;
☐ hai controllato la versione definitiva del PDF.
Hai finito di scrivere la tesi? Ultimi controlli prima della stampa
Quando contenuti, fonti e bibliografia sono definitivi, dedica un ultimo controllo anche all’impaginazione.
Verifica:
- •frontespizio;
- •indice;
- •numerazione delle pagine;
- •margini;
- •immagini e grafici;
- •qualità delle immagini;
- •pagine bianche;
- •bibliografia;
- •formato del PDF.
Solo quando il file è definitivo è il momento di passare alla stampa.
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